F. Pieracci - MD
Synergy Consulting
“Potenzia l’efficacia delle riunioni con questa semplice tecnica!”
Ore 9.00, inizio della riunione. Attorno al tavolo c’è tutto il primo livello aziendale fra cui il dott. Scaldini, l’ing. Scettici, l’arch. Creativini e l’avv. Solari.
Ciascuno di loro ha una caratteristica peculiare.
Il dott. Scaldini, di fronte ad qualsiasi novità, reagisce con forti emozioni. Ed è anche comprensibile, ha trascorso 30 anni in azienda (lui dice che l’ha addirittura vista nascere!) e “si scalda” quando intravede o avverte qualcosa che possa snaturare “la sua creatura”.
Esattamente il contrario del dott. Scaldini, l’arch. Creativini è un vulcano in perenne eruzione, quanto a produzione di nuove idee! Da lui è normale aspettarsi “soluzioni out of the box” anche se, talvolta, con pochi contatti con la realtà.
l’ing. Scettici è la tipica persona che puntualizza, che fa “la punta agli spilli”: è sempre pronto a scovare i motivi per cui una certa soluzione “potrebbe non funzionare”.
Ed infine l’avv. Solari. La sua caratteristica è l’ottimismo, è convinto che ogni problema sia un’opportunità e che la miglior soluzione sia appena dietro l’angolo.
Emozioni spirito critico, creatività e ottimismo possono essere un mix “esplosivo” (sono sicuro che ciascuno di noi è stato testimone di più di una situazione di questo tipo).
Oppure no! Emozioni, spirito critico, creatività e ottimismo, se correttamente gestiti, rappresentano uno straordinario elemento di forza di una compagine aziendale: la capacità di pensare in modo innovativo, di individuare a priori le difficoltà che si possono presentare e di trovare i giusti correttivi.
D’altronde, ossigeno, benzina, innesco e parti metalliche possono dare origine ad una deflagrazione oppure portarci su Marte!
In che modo gestire queste differenze per migliorare efficacia ed efficienza della nostra organizzazione?
Una prima soluzione, efficace ma parziale, è diventata un’abitudine nei miei lavori come consulente nel mondo anglosassone.
All’inizio della riunione si propone un giro di tavolo in cui ciascuno dice agli altri se ha avuto qualche inconveniente prima della riunione. Per esempio, una coda non prevista nel traffico cittadino. Oppure la figlioletta a casa con la febbre alta. La necessità di risolvere una situazione critica appena arrivato in azienda. Oppure averla dovuta delegare e aspettare la fine della riunione per riprendere in mano le redini della situazione.
Una bella soluzione. Certo, non applicabile sempre (una bella sfida, per Federico Ghizzoni, promuovere qualcosa del genere prima del C.d.A. di Unicredit…), tuttavia è una valvola di sfogo.
Perché chi ha un problema lo dichiara (abbassando la propria pressione interna) e gli altri ne sono a conoscenza (e sanno come comportarsi per il meglio).
C’è comunque di più. Molto di più.
Si può usare la straordinaria tecnica de “I sei cappelli per pensare”
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A presto
Franco Pieracci
Synergy Consulting S.r.l.

